La ricetta della Tortilla de patatas e l’abbinamento con il Cerasuolo Torre dei Beati. In sottofondo Se mi lasci non vale di Julio Iglesias

Visto che in tanti me l’hanno chiesta, ecco a voi la ricetta della mia Tortilla de patatas, una ricetta che è stata perfezionata a seguito di un viaggio a Barcellona e di lunghe conversazioni con locali, che mi hanno confidato qualche trucchetto per farla essere espectacular.

Prima di dirvi il segreto di cotanta bontà chiariamo però un punto: la tortilla de patatas non è una frittata di patate, ovvero una frittatina bassa, bassa con patate spesso lesse, secca, asciutta e tristolina, tristolina. È ben altro!

Ingredienti per 2 persone affamate che intendono cibarsi solo di essa, oppure per 4 persone che dopo hanno anche altro in mente

1 kg di patate

7 uova medie

Olio extravergine di oliva

1 cipolla bianca o rossa

Sale e pepe

Private le patate della buccia e tagliatele, dividendole a metà o in 4 parti a seconda della dimensione, a fette di mezzo centimetro di spessore.

Mettete l’olio in una padella antiaderente, meglio se dai bordi alti così evitate di schizzare ovunque. Fatelo scaldare ed aggiungete le patate (non tutte insieme, mi raccomando! Cuocetele in due o tre volte a seconda della capienza della teglia) che dovranno essere allo stesso livello dell’olio e non troppo ammassate. Non devono venire né croccanti, né morbide. Dovete far creare una leggera crosticina, non di colore ambrato, ma leggermente dorata.

Scolatele su carta assorbente, fatele raffreddare e salatele.

Sbattete energicamente le uova con un pizzico di sale e un po’ di pepe cantando a squarciagola “Se milasci non vale” di Julio Iglesias. Nel frattempo in poco olio fate appassire la cipolla tagliata a listarelle. Una volta che le patate e la cipolla si saranno raffreddate unitele alle uova e lasciate riposare il composto per una mezz’ora circa. Aggiungete mezza bustina di lievito per torte salate (io non l’ho fatto perchè me ne sono dimenticata. Quindi se non volete utilizzarlo non morirà nessuno, tantomeno la tortilla).

Mettete poco olio in una padella antiaderente. Per la dimensione della padella: più piccola sarà e più la tortilla verrà alta e succosa, anche se per la cottura ci vorrà un po’ più di pazienza. Per queste dosi consiglio una di 25 di diametro.

Versate il composto e cercate di aggiustare le patate in modo che siano orizzontali, creino degli strati uniformi e che, sulla superficie, siano ben coperte dall’uovo.

Cuocete a fuoco lentissimo. Io l’ho fatta sulla fiamma più piccola, quella da macchinetta del caffè per single disperati, per intenderci.

Una volta che il fondo si sarà rappreso, e si sarà creata una leggerissima crosticina (ve ne accorgete muovendo la teglia. Se vedete che la tortilla si muove in un blocco solo e non si spezza è il momento giusto), prendete coraggio, pregate trenta secondi, e con l’aiuto di un coperchio giratela mentre cantate “La Bamba” di Los Lobos. Continuate a cuocerla, aggiustando i bordi con l’aiuto di un mestolo di legno.

Dovete stare molto attenti alla cottura, mi raccomando, altrimenti tutta questa fatica sarà inutile ed otterrete una frittata all’italiana. All’interno deve rimanere morbida e succosa. Per capirlo aiutatevi con uno stuzzicadente. La tecnologia avanza, ma lo stuzzicadente resta. Ricordiamocelo sempre!

Fatela raffreddare e poi servitela a temperatura ambiente oppure scaldatela nel forno e servitela tiepida (io approvo più questa seconda scelta anche se in Spagna la preferiscono a temperatura ambiente).

 

 

Abbinamento

Cerasuolo d’Abruzzo Doc Torre dei Beati, una tra le cantine più interessanti dell’Abruzzo, con vini che esprimono al massimo, e con maestria, il territorio di appartenenza.

Il profumo fa subito innamorare: ciliegia, brezza marina, salmastro, pepe nero, affumicato; elementi che danno vita ad un bouquet intenso, delicato, aggraziato.

In bocca si ritrovano la finezza ed il mare. La vibrante acidità, che si percepisce al primo impatto, ed una leggera tannicità più accentuata nel finale rendono questo vino il compagno ideale della tortilla, alla ricerca di un calice capace di pulire il palato, dandogli freschezza, e di prepararlo ad un altro squisito boccone.

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