Alla patata non si resiste e Occomè lo sa bene

Occomè è un nuovo ristorante a Firenze accanto al mercato di Sant’Ambrogio, un locale che non lascia di sicuro indifferenti, a partire dal nome che in fiorentino, Oh com’é?, significa Ma come è buona?.

Buona sì, e non buono, almeno in questo caso, perchè la star di questo luogo è la patata, che ha qui ha tutti i riflettori puntati su di essa. Il titolare Richard, di origini americane, ha voluto dedicare questo piccolo ristorante, con appena 25 posti a sedere super compressi, alla regina povera della gastronomia mondiale, che mette quasi sempre tutti d’accordo. Credo infatti in vita mia di non aver mai sentito dire a nessuno “A me la patata non piace”, ed a questo punto, se non lo avete già fatto prima, sono concesse battute e doppi sensi.
L’idea, prima di provare la cucina, mi aveva lasciata abbastanza perplessa, ma devo dire che dopo aver assaggiato queste tanto decantate patate da Richard, che non è solo un attento oste ma anche un promotore nato che sa bene vendere le sue creazioni, la trovo più che azzeccata, ed eseguita in maniera quasi perfetta.

Ma veniamo al cuore di Occomè, che sono appunto le jacket potatoes (o di baked potatoes) ed il loro ripieno, composto dalla polpa, fulcro di tutto, che viene lavorata con burro e formaggio ceddar, come da tradizione inglese ma anche americana, come racconta Richard originario di Philadelpia, e poi arricchite con vari ingredienti tra cui ragù di cinghiale, direi strepitosa, salsiccia e friarielli, anch’essa una  scelta gustosa, crudo e mozzarella di bufala che, anche se molto appetitosa, accanto alle altre dimostra che questa tipologia di patate raggiunge il suo apice gustativo quando abbraccia qualche cosa di caldo.

La cottura, rigorosamente con la buccia, viene fatta in un apposito forno che consente un risultato ottimale e che lascia la grande patata, prodotta a Zocca sull’Appennino Tosco Emiliano, morbida e saporita. La lista dei ripieni è davvero ampia e dà la possibilità a chiunque, vegetariani ed anche vegani che possono decidere di ordinarla senza burro e senza ceddar, di trovarsi a proprio agio: nella lavagna in bella vista incontriamo battuta di fassona, oppure salsiccia o bacon con burrata o con porcini, con fagioli, o con varie tipologie di formaggi, oppure verdure grigliate, peposo di cinghiale, polpo, tonno, uova di quaglia, ossobuco e raclette. Tutti gli ingredienti possono essere sostituiti oppure tolti a proprio piacimento, e dare così vita, se si vuole, ad una patata su misura di gusto.

La carta dei vini non esiste e le referenze, tutte esposte, sono pochissime, ma danno la possibilità di assaggiare anche qualche cosa di interessante come il Chianti Colli Fiorentini Docg Torre a Cona della piccola azienda a San Donato in Collina, oppure il Merlot Buccia Nera, affiancati da un paio di Vermentino piuttosto basici.

Oltre alla patata, in un’altra lavagnetta, in attesa dell’arrivo della sovrana è proposto qualche cosa di diverso come crostoni o bruschette, taglieri di formaggi e salumi, tartara di gamberoni, battuta di fassona, spezzatino di soia…

I prezzi sono un ulteriore punto a favore per Occomè: le patate vanno dai 6 fino ai 10 euro l’una e se non si ha troppa fame una può essere sufficiente, una e mezzo l’ideale, anche perchè per ciò che concerne la sostanza non temono rivali. Le bruschette ed i piatti vanno sui 9 euro, mentre il tagliere di salumi per due a 16 euro e quello con salumi di cinta senese, sempre per 2, a 25 euro.

Occomè è aperto sia a pranzo sia a cena. Il consiglio, soprattutto per la sera, visti i pochi posti a sedere, è quello di prenotare, con lo spirito propenso verso un’esperienza culinaria fuori dai soliti schemi ed a gomito a gomito con il proprio vicino di tavolo con cui non sarà difficile scambiare due chiacchiere.

Occomè: piazza Lorenzo Ghiberti, 43, 50122 Firenze Fi

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