Tu chiamale se puoi “osterie”: Osteria dell’Enoteca a Firenze

Una sala dell'Osteria dell'Enoteca

Osteria o ristorante: una differenza ci dovrà pur essere, o no? Altrimenti uno si smarrisce e non sa più dove è, perchè e per cosa. Succede infatti sempre più spesso di imbattersi in osterie “fighette” dove l’unica cosa che sa di osteria è il nome. Il resto, come servizio, prezzo, ambiente e porzioni, scimmiotta maldestramente gli stellati, senza però poter arrivare al loro livello neanche con il pensiero.

Osteria dell’Enoteca è una vera osteria, di stampo moderno ma che a buon diritto può avvalersi di questo nome. Siamo a Firenze, a due passi da palazzo Pitti dove si trova l’Enoteca Pitti Gola e Cantina che è anche proprietaria dell’Osteria.
Ha aperto circa un anno fa nello spazio che per dieci anni è stata la casa di Il Santo Graal, un ristorante che il titolare Emanuele Canonico e lo chef Simone Cipriani sono riusciti a far volare in alto.

L’ambiente è rimasto lo stesso: di carattere, curato e capace di accogliere con un caldo abbraccio fin da quando si varca la soglia. Dominano il legno dei tavoli, la pelle delle sedie ed i mattoni a vista, che costruiscono un rifugio dove ci si sente in un bel mood.

Lo staff è il cavallo di battaglia dell’Osteria: giovane, sorridente, disponibile, simpatico, però mai invadente, capace ed attento. Il menù guarda alla toscana, con una ricerca della materia prima interessante e piatti semplici ma non scontati. La non carta dei vini è un altro argomento che fa la differenza ed in maniera positiva. Non esiste infatti una carta, ma c’è un bravo e preparato sommelier che conduce gli ospiti davanti alla cantinetta, che contiene poche etichette selezionate con criterio, per aiutarli al meglio nella loro scelta.

Ho assaggiato diverse portate e devo dire mi hanno lasciato tutte piuttosto soddisfatta.
Blocco di Terrina di Fegatini con Pane Tostato e Riduzione di Vin Santo, di fattura piuttosto rustica ma piacevole.

Spaghetto Verrigni ai carciofi, proposti con una parte di carciofi frullati, una parte spadellati e la restante croccanti. Un piatto equilibrato che nella sua semplicità gratifica pienamente il palato.

Seppie in Zimino di Cavolo Nero che riproducono in maniera fedele la tradizionale ricetta fiorentina, che vede sposare in maniera perfetta il pesce e le verdure, regalando un piatto schietto e di sostanza.

Per finire, anche se è un antipasto, Intingolo di Funghi con Fonduta di Pecorino e Uovo Affogato, unico piatto che non mi ha convinta, per l’eccessiva grassezza che relegava i funghi in ultima fila. Nei calici un friulano consigliato egregiamente dal sommelier: Jiasik di Borgo San Daniele, blend di Malvasia e Riesling, che si fa voler bene per un buon equilibrio tra naso e bocca, con profumi freschi e delicati che si sposano bene ad un sorso beverino e di buona acidità.
I prezzi, sia dei piatti che del vino, sono un altro elemento che rende questo luogo più che degno della parola Osteria.

Indirizzo: Via Romana, 70/r, 50125 Firenze FI

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