La Frittata di Maccheroni crea dipendenza

Una frittata di spaghetti appena fatta

Credo che il piatto del cuore possa dire tanto del passato e del presente di una persona. Ecco, il mio, quello della memoria, e del futuro, è…LA FRITTATA DI MACCHERONI! Per chi non lo sapesse sono spaghetti passati nell’uovo e poi fritti…Una sciccheria senza fine.

La frittata di maccheroni ha segnato indelebilmente la mia vita. I ricordi ad essa legati si perdono nella notte dei tempi, da quando cominciai a masticare. Cresciuta in Toscana ad usi e costumi, soprattutto culinari, napoletani, da una mamma, donna Gabriella, per cui il fritto è una religione e la cucina il modo migliore per dimostrare il suo infinito “ammore”, la mia crescita è andata di pari passo con il numero di frittate di maccheroni spazzolate in ogni dove.

Mentre le mie amichette, in spiaggia, gustavano snelli panini con crudo ed insalata, o sandwich light & cool con pesto e pomodori, mia mamma mi sollazzava con la frittata. Non importava se c’erano 40°, perchè la frittata è quattro stagioni ed oltre a questo è multitasking, versatile, e sta bene su tutto. La faccia, un po’ schifata, delle mie compagne che mi vedevano, in estasi, addentare quel concentrato di sapori e calorie non me la posso dimenticare. Ma quell’espressione, un misto tra orrido ed incredulo, cambiava appena anche loro erano chiamate a provare quella gioia infinita. Perchè le mamme napoletane, per chi non lo sapesse, sono le mamme di tutti i bimbi del mondo e non sia mai che lasciano qualcuno di loro senza cibo, figuriamoci, poi, senza frittata.

Questo è il motivo per cui noi, in spiaggia, arrivavamo sempre tardi: donna Gabriella si alzava la mattina e cominciava a lessare pasta, sbattere uova e friggere come se non ci fosse un domani. Poi, caricato tutto in macchina, partivamo per il mare, con la scorta di frittate per infondere energia vitale a tutto il bagno.

La frittata di maccheroni è stata la mia fedele compagna di avventure anche sulla neve: partenza da Grosseto, direzione monte Amiata, ore 6.30. Sveglia di donna Gabriella ore 5.30 per la preparazione della mitica, imbattibile, frittata di maccheroni, che alla sua apertura in autobus sortiva l’effetto della visione dei fenicotteri nella Grande Bellezza, un mix tra stupore, meraviglia e “mamma li turchi”. Guardavo quei poveracci dei miei compagni di sci addentare secche schiacce ripiene di freddi salumi e pensavo che nella vita, alla fine, mi era andata più che bene. Venivo emarginata come fossi un’aliena, ma a me, sinceramente, con quello splendore tra le mani, non me ne fregava molto. Se hai il paradiso con te, la solitudine ti fa un baffo.

Ricordo un viaggio in Germania. Eravamo un gruppetto, tra amici e cugini napoletani, naturalmente; dieci persone pronte a partire, in pulmino, verso il freddo nord per le loro vacanze estive. Donna Gabriella, ed è qui che sta il genio, la testardaggine, il senso di protezione, la perseveranza e la sicurezza delle madri del sud, non ci pensò un solo istante: il viaggio sarebbe stato lungo, non sapevamo cosa ci avrebbe atteso al nostro arrivo e, soprattutto, non si mandano via “i figli” senza averli riempiti di scorte di viveri. Presto fatto: 1 kg di spaghetti per la creazioni di dieci frittate di maccheroni che ci strafogammo nell’elegante piazza Marienplatz, a Monaco di Baviera, dinanzi agli sguardi esterefatti dei mangiatori di wurstel e crauti.

La dovete provare, o conoscere, però, per capire quanta dipendenza, quanto vigore, e non solo fisico, ma anche mentale, infonde questo spaghetto da passeggio. E quanta dipendenza dia.
Vi dico soltanto che sono quasi certa che un pennuto marino sia morto di stenti per non averla più trovata. Spiaggia di Roccamare, nel grossetano. Un gabbiano si aggira tra i bagnanti in cerca di cibo. Gli svizzeri accanto a me gli lanciano qualche pezzetto di pane. Gli olandesi della frutta. I milanesi dei grissini. Il gabbiano mangia, a suo modo ringrazia, e se ne va, ancora affamato ed agguerrito. Si avvicina a me, mi guarda, anzi, guarda ossessivamente il mostro che tengo stretto tra le mani e mi chiede, supplichevole, di assaggiarlo. Decido così di far provare anche a lui le ebrezza della frittata. Risultato? È stato il mio compagno di spiaggia per tutto il giorno e al pane non si è più voluto avvicinare, anzi, da allora credo che lo schifi più del petrolio.

La frittata di maccheroni è una droga legale e chi cresce con essa non sta dietro, a pro della propria felicità, ai clichè che decretano la differenza tra ciò che fa chic e ciò che fa camionista. Che poi si sa, i camionisti in fatto di cibo la sanno più lunga dei conti e dei marchesi!

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